Sóley Stefánsdóttir, o più semplicemente Sóley, è senza alcun dubbio la più bella sorpresa dell’ultimo anno. La cantante, già polistrumentista del collettivo Seabear, dopo il suo primo EP Theater Island del 2010, pubblica nel 2012 l’album solista The Sink, prodotto dall’etichetta Morr Music. La spiccata connotazione geografica, ormai consueta per gran parte della musica proveniente dall’Islanda, ricorre nelle canzoni di Sóley non solo attraverso le sfumature nordiche della sua pronuncia inglese e la delicatezza di melodie chiaroscurali, ma anche nell’immaginario al quale fanno riferimento i suoi testi, ricchi di simbologie naturalistiche e di quell’epos isolazionista che solo chi ha assorbito la tradizione di un luogo così particolare può interpretare con la necessaria spontaneità.

Al centro il suono della sua voce e brani che si accendono come lanterne magiche, prendono forma, brillano per poi scomparire.